Le antiche Deputazioni a Trappeto.  

Attorno al 1829, nove anni dopo la costituzione del Comune di Balestrate con Regio Decreto di re Ferdinando I di Borbone, che prevedeva l'unificazione delle due borgate in un unico comune con capoluogo la borgata di "Sicciara" e quartiere periferico la borgata "del Trappeto", grazie all'iniziativa del terzo cappellano sacramentale di Trappeto e all'apporto di tutti i cittadini della borgata, si costituirono le prime Deputazioni per le feste e le ricorrenze dei Santi tutelari. Da documenti storici contabili presso l'archivio parrocchiale della chiesa madre di Balestrate, la prima deputazione in quegli anni (1829) sembra essere stata la Deputazione di Maria Santissima Annunziata  a cui era dedicata l'antichissima chiesetta di Trappeto. Aveva diverse finalità, ma il vero scopo più importante era il ricongiungimento e l'unione delle due chiesette di Trappeto e di Sicciara dalle incredibili pretese dell'arciprete di Partinico che (senza alcun titolo) ne vantava il possesso in senso "religioso" ma anche materiale e a cui i cittadini di Trappeto stranamente e ingiustamente dovettero sottostare  fino al luglio del 1883. Una delle prime deputazioni molto antiche risalente ai primi anni del parrocato di Don Simone Vitale (1893), primo e purtroppo anche ultimo parroco e sacerdote di origine Trappetese, fu la "deputazione di San Giuseppe" fortemente voluta e sostenuta da questo parroco. Il signor Vito Acquaro di Filippo fu uno dei primi Rettori della deputazione per i festeggiamenti in onore di San Giuseppe assieme a questo sacerdote. Innumerevoli le iniziative portate a termine da questa deputazione, malgrado gli anni terribili in cui essa operò, e cioè dai moti dei fasci dei lavoratori che furono creati per la prima volta in Sicilia proprio a Trappeto per passare agli anni a cavallo delle due guerre mondiali. Da annoverare i primi restauri della chiesetta, l'acquisto dell'organo liturgico, le ricorrenze e festività in onore di San Giuseppe. Questa antichissima deputazione, esistente ancor oggi come Congregazione di San Giuseppe, grazie ai devoti di San Giuseppe, si faceva carico oltre alla processione ed al trasporto dell'avara del Santo, il 19 Marzo di ogni anno, anche per alcune incombenze relative alle mense di San Giuseppe, alle luminarie (Falò) ed ai giochi d'artificio la sera del 19 Marzo. Secondo la tradizione antica, le persone o i devoti che avevano ricevuto una "Grazia" dal Santo, a proprie spese e con l'aiuto dei vicini, a seguito della festa "di li Virgineddi" ornavano ed addobbavano un altare con doni, pani di San Giuseppe e fiori, con al centro l'immagine sacra di San Giuseppe col bambino Gesù in braccio, a piano terra della propria casa,  permettendo così la visita di tutti i fedeli. Bisogna sottolineare non solo l'aspetto formale, coreografico ed eccezionale delle Mense di San Giuseppe, ma soprattutto lo sfondo caritativo e caritatevole, infatti i doni e gli alimenti raccolti nella mensa, venivano poi donati a 3 bambini poveri  o alle famiglie povere e più bisognose del Trappeto. La festa ed il "Rito dei Virgineddi" rappresentato in lingua siciliana per le vie del paese e secondo l'antica tradizione Trappetese, rievocava il pellegrinare proprio di Gesù Bambino, la Vergine Maria e San Giuseppe a Betlemme. Purtroppo questa esperienza di fede, a Trappeto negli ultimi decenni si è sempre più affievolita, ma negli ultimi anni si è avuta una sicura ripresa specialmente con le "Mense". 

  

I cenni di cui sopra, sono una seppur brevissima sintesi delle nostre antichissime tradizioni popolari in auge nella vecchia "borgata di Trappeto".  Ulteriori approfondimenti, grazie a interminabili ricerche del sottoscritto sono venute alla luce e saranno argomento storico- letterario e antropologico nel libro  "Tradizioni, racconti e leggende dell'antica terra della cannamela" NMR.

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