Cultura, svaghi e tempo libero a Trappeto dal 1920 al 1965.

 

* “I cunta siciliani”  La lettura delle poesie e dei romanzi classici per il tempo libero a Trappeto.

 

 

Una particolare ed interessantissima forma di spettacolo culturale arcaico si manifestava a Trappeto già nei primi anni ’20 con “I Cunta” o “Cunta Siciliani”. In breve possiamo dire che “i Cunta” non erano altro che i racconti o meglio erano una se pur abbozzata e divertente forma di racconto teatrale ad una platea di ascoltatori (teatralizzazione) dovuti ad una eloquente lettura ed interpretazione dei testi classici quali romanzi, poesie e racconti italiani e stranieri, che venivano tradotti, letti e liberamente interpretati in lingua Siciliana da persone di singolare cultura. L’origine di questa particolare forma di spettacolo culturale si perde nel tempo ed era tipica dei paesini della Sicilia nord occidentale, in particolare della provincia di Trapani. Un tempo erano famosi i “Cuntaturi” Trapanesi, che girando in coppia, “cuntavanu” leggevano i testi accompagnandoli anche con melodie e canzoni siciliane. Questa particolare forma di spettacolo nacque a Palermo attorno al 1550 con i "Cuntastorie Orbi" che cuntavano in particolar modo testi sacri ed i trionfi dei Santi e da allora si espanse in tutta la sicilia incentivata dalla Chiesa e dai Gesuiti. Nella borgata di Trappeto, non esistevano certo molti divertimenti, tranne che nelle poche occasioni di rari matrimoni, nelle ricorrenze delle festività del 19 Marzo e della Madonna Annunziata, della Madonna del Ponte, del 29 Giugno, del 15 Agosto e logicamente per la festività di Pasqua e Natale. Non essendoci poi altri svaghi, che qualche possibilità di potere scambiare quattro chiacchiere e giocare a carte al di fuori di una piccola trattoria e del tabacchino e la domenica dopo la messa fare qualche breve passeggiata o leggere il giornale. Uno dei primissimi modi di passare il tempo libero a Trappeto consisté nel riunirsi ed assistere ai racconti “I Cunta” appunto in alcuni ambienti delle case o magazzini, oppure più di rado, seduti all’aperto nei marciapiedi delle strade. Un oratore (oggi, diremmo un attore) di una certa cultura, cuntava con grande eloquenza e con voce alta e intonata le poesie o i romanzi classici, dando alla propria voce una inflessione oratoria ed una interpretazione dei testi tale ed in modo, da farsi capire da tutti e rendere più piacevole e appassionante ciò che con voce e gesti raccontava a tutti quelli che l’ascoltavano attentamente. La voce e l’intonazione del narratore sicuramente svolgevano un ruolo decisivo nel determinare il successo o meno di un romanzo. Oltre ad un buon testo, era indispensabile possedere principalmente un’ottima voce narrante dai toni caldi e suadenti, era questa un’esperienza capace di trasmettere grandi emozioni alla platea degli ascoltatori. E’ quello che succede quando ascoltiamo oggi alla radio le poesie o i testi letti ed interpretati da Arnoldo Foà, Nando Gazzolo, Giorgio Gaber ed Ottavia Piccolo. Negli anni bui del Trappeto, cioè fin dopo i primi anni ’20, ma anche fino agli anni ’50 e ‘60, due persone in particolar modo spiccarono per doti oratorie. Una di queste, che con buona eloquenza leggeva i classici e le poesie, interpretando e spiegando i testi, era il signor Nicolò Russo detto Don Cocò (28.12.1893 +19.02.1964); codeste riunioni avvenivano spesso in via Vittorio Emanuele, in via Longo oggi via Vespucci e via Senafè oggi via Agrigento, e si protraevano nei giorni successivi a puntate, come i capitoli dei romanzi, che per qualche settimana venivano letti ed interpretati, in particolar modo, quando i lavori in campagna o al mare subivano delle soste a causa delle avverse condizioni atmosferiche o nei lunghi e piovosi periodi invernali. Altre persone dotate di grande eloquenza e buona cultura erano il signor Michele La Bruzzo (16.10.1890 +19.12.1982) e soprattutto il figlio Filippo, le cui riunioni avvenivano sia in via Vittorio Emanuele che in via Novelli oggi via Catania, e frequentemente si svolgevano nella casa della signora Ciaramitaro in via Catania. I testi in possesso di “Don Cocò” venivano spesso reciprocamente scambiati con i libri e testi del signor La Bruzzo.

Fino agli anni ’60 ed oltre, il signor Filippo La Bruzzo allietò intelligentemente i pomeriggi e le serate, stupendo con le sue parole e le sue capacità oratorie i Trappetesi che accorrevano a sentirlo cuntari (raccontare) i romanzi classici e le poesie. Questa tradizione culturale se così possiamo dire, tipicamente Trappetese, dopo la morte di “Don Cocò” fu portata avanti ancora per qualche anno solamente dal signor Filippo La Bruzzo, (10.09.1925  +26.04.2001) recentemente deceduto. Tutto questo avveniva a Trappeto un po’ prima dell’arrivo dei “Cantastorie” e si protrasse fino agli anni '60. Da alcuni testi ancor oggi in possesso di alcune famiglie Trappetesi, di cui alcuni sono addirittura prime edizioni, nonché dalle innumerevoli testimonianze, i classici letti che riscuotevano più successo ed  ampio consenso presso i Trappetesi erano: L'Iliade, l'Eneide, l'Odissea, La Gerusalemme liberata, ..................

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* Tratto dal libro "Tradizioni, racconti e leggende della terra della Cannamela" di NMR  

 

La Radio.

A Trappeto la luce elettrica fece la sua comparsa ed arrivò con molto ritardo rispetto a Balestrate e cioè solamente nel 1928. Negli ultimi anni ’30, sentire i programmi radiofonici con gli amici, parenti e familiari fu uno dei primi modi diversi di passare piacevolmente il tempo libero nella borgata del Trappeto. La prima radio a cristallo di galena e dotata esclusivamente di cuffie veniva utilizzata a Trappeto dal giovanissimo radioamatore Peppino Ciaramitaro. Infatti più tardi, con l'evolversi della radiotecnica, una delle prime radio a Trappeto fu acquistata dal Signor Ciaramitaro Santi Giuseppe (25.11.1895 +03.08.1981), che nel 1926 appena ritornato dall'America, da appassionato radioamatore divenne poi anche l’unico radiotecnico di Trappeto, per più di 30 anni, e cioè dagli anni ’30 fino agli anni 60. U zu’ Peppino, così graziosamente veniva chiamato il Signor Ciaramitaro, sollecitò e convinse i numerosi familiari prima, e i Trappetesi poi, a comprare le prime radio. Ascoltare la musica alla radio divenne in breve tempo, un modo elegante di trascorrere il tempo ed un relax,  anche se il numero di radio a Trappeto all'inizio non furono poi molte. Da non dimenticare inoltre, il Capostazione Signor Enrico Dolci esperto radiotelegrafista, appassionato di radio e della radiotecnica, che al suo arrivo a Trappeto nel 1940, fra le tante iniziative, fece conoscere ed apprezzare la musica e la passione per il ballo ai giovassimi Trappetesi, portandosi dietro da Tortona un suo grammofono con una notevole quantità di dischi in vinile a 78 giri.

 

 

Il Cinema.

Il cinema come ogni altra innovazione a Trappeto arriva con molto ritardo, e solo a seguito della costruzione di una grande sala cinematografica in Via Vittorio Emanuele da parte del signor Nino Vitale attorno agli anni '50 e '51. Questa sala davvero imponente costruita con più di 200 posti a sedere, sicuramente soddisfaceva ampiamente le aspettative dei Trappetesi, e veniva utilizzata anche per i banchetti, le cerimonie dei matrimoni, ed altre attività mondane, politiche e festive. I primi film a Trappeto sembra siano stati proiettati attorno al 1952.

 

La Televisione. (in preparazione)