L'Antico Organo Liturgico della Chiesetta dell'Annunziata a Trappeto.

Il 10 Dicembre del 1905 a Palermo venne sottoscritto un contratto tra i signori Acquaro Vito di Filippo, Don  Simone Vitale parroco della chiesetta di Trappeto in qualità di rappresentanti e delegati della “Deputazione di San Giuseppe” di Trappeto ed il signor Giudici Giovanni fabbricante d’organi e membro della famosa “Ditta Giudici & Laudani” di Palermo. In effetti il contratto o scrittura privata in duplice copia venne stipulato a Trappeto e di cui lo scrivente ne è in possesso. Con questo contratto la Ditta Giudici e Laudani si impegnava a realizzare per la somma di £ 1100 (lire millecento) un grandioso organo liturgico da collocare nella chiesetta di Trappeto entro e non oltre il 15 Aprile del 1906. (Pasqua del 1906). L’eccezionale organo realizzato a Palermo entro i tempi prestabiliti, fu trasportato tramite ferrovia dalla stazione Lolli di Palermo fino alla stazione di Trappeto a spese dei cittadini della borgata di Trappeto. L’organo liturgico era composto da ben 366 canne azionato da mantice con pedaliera di 12 pedali e tastiera di 54 tasti, era in grado di rivaleggiare e addirittura superare l'organo liturgico della grande chiesa di Balestrate. Qualche settimana prima del giorno stabilito erano arrivate ed erano state collocate nel piccolo campanile le due nuove campane in bronzo recanti la data 1906 in sostituzione delle due vecchissime campane ormai deteriorate. Ci si preparava così per la festività della Pasqua 1906. Per l’eccezionale grande evento dell’arrivo dell’organo liturgico da Palermo, che era stato fatto appositamente coincidere con la Domenica delle Palme  e proseguire quindi con la festività di Pasqua, si chiamò con grande entusiasmo la tradizionale banda musicale di Borgetto, allora una delle bande musicali più rinomate della Sicilia nord-occidentale. Una curiosissima nota spassosa e di colore, che ancor oggi viene tramandata, fu che Don Simone Vitale consigliò ai Trappetesi per la grande circostanza di vestirsi tutti di bianco. Purtroppo, (allora primi del novecento) per carenza di pantaloni bianchi, coloro che dovevano trasportare il grande organo liturgico dalla stazione alla chiesetta dell'Annunziata si vestirono alla meglio con bizzarri ed estrosi pigiami a strisce bianche! (Questi fatti restarono nella memoria e sono ancor oggi tramandati dai nostri più anziani cittadini, peraltro alcuni decenni addietro erano ancora reperibili alcune antiche foto dell'evento). Fu così che alle note della banda musicale in festa e allo scampanio delle nuove campane, una quindicina di giovani Trappetesi vestiti con camicie bianche e spassosissimi pantaloni di pigiama bianchi percorsero saltellando a suon di musica, le fangose e affollate strade della borgata trasportando a spalla su una avara il grandioso organo liturgico, provocando grande ed eccezionale entusiasmo tra la gente che acclamava divertita. Lo stesso giorno l'organo liturgico venne collocato nel ballatoio della chiesa. Le note melodiose del grande organo liturgico risuonarono così per la prima volta nella chiesetta di Trappeto. Era il giorno di Pasqua 15 Aprile del 1906. A suonare l’organo sembra sia stato in quella occasione e successivamente il giovane Vincenzo Russo detto “l’orvu” (01-11-1891  + 27-08-1986) a cui seguì il giovanissimo Sebastiano Russo. A quei tempi, per parecchia gente della nostra borgata, le note musicali dell'organo liturgico non furono solamente le prime melodie che sentirono e che rallegrarono le varie cerimonie religiose ma anche le uniche. Pertanto, agli occhi di tutti, l'organo liturgico rappresentò non solo un semplice strumento musicale, ma nel tempo acquistò una certa popolarità e sacralità. Nei primi anni ’50 l’organo, che nel tempo aveva subito parecchi danni e aveva delle parti deteriorate, ricevette le prime cure proprio dalle mani del giovane Danilo Dolci, arrivato da pochi giorni da Nomadelfia, che tra lo stupore generale lo rimise in sesto e iniziò a suonarlo magnificamente. Durante un veloce e precario restauro della chiesetta negli anni successivi, anni ’60, parecchi elementi dell’organo venivano incredibilmente deteriorati e persi per sempre. Nel ballatoio della chiesetta è ancor oggi visibile quel che resta dell’antico organo liturgico avente fronte di metri lineari 2,52 (palmi siciliani 9,76) per spessore di cm. 86 (palmi 3,3), racchiuso dentro una cassa armonica corredata di persiane in cristallo. E’ sperabile un restauro dell’antico organo liturgico tramite una legge regionale siciliana uscita alla fine degli anni ’90.

Tratto dal libro di prossima pubblicazione: Tradizioni, racconti e leggende dell'antica terra della cannamela.

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