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Il primo museo Etno-Antropologico di Trappeto nasce nell'ambito del progetto didattico "Scolarizzazione del Territorio" promosso dalla Scuola Media Statale "Rettore Evola" di Trappeto nell'anno Scolastico 1984/1985. Durante quell'anno scolastico grazie all'iniziativa degli studenti e degli insegnanti, furono raccolti e catalogati moltissimi materiali antropologici, provenienti e donati dalle famiglie di Trappeto. Tutti questi oggetti catalogati vennero provvisoriamente messi in mostra e collocati in un locale sito in Via Gabriele D'Annunzio a Trappeto.  Purtroppo successivamente, parte degli oggetti vengono dispersi e depauperati, a causa del disinteresse della classe dirigente di allora del nostro paese nei riguardi del museo. Dovranno passare più di quindici anni per rivedere parte di questi oggetti nel Nuovo museo di Trappeto. Il nuovo museo Etno - Antropologico di Trappeto, nasce nell’inverno del 2001 grazie all’iniziativa dell’assessore pro tempore alle Attività Produttive e Cultura di Trappeto Signor Pietro Scardino. L’assessore pro tempore Pietro Scardino realizza un suo sogno, tra l’incredulità generale, con un piccolo e modestissimo finanziamento e agli aiuti del Soprintendente ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo Dott.sa Adele Mormino, la Dott.sa Maria ElenaVolpes, Isidoro Passannanti, Antonella Ceffalia, riesce ad aprire a Trappeto, allocandolo nei locali della Scuola Elementare di Trappeto, con ingresso dalla Via Genova, un piccolo e grazioso Museo Etno-Antropologico. L'apertura del Museo avviene con l'inaugurazione il 18 Gennaio 2002 della mostra permanente: "Mare e terra tra memoria ed oblio" nei locali della Biblioteca Comunale in Via Genova N° 1 a Trappeto. In questo piccolo Museo si possono ammirare molti oggetti della marineria Trappetese, foto storiche, documenti, antichi oggetti, tra cui una antica vela latina utilizzata dai marinai Trappetesi, ed una eccezionale biblioteca su argomenti del mare. Il Museo ottiene subito un grande eccezionale successo di pubblico per la sua inaugurazione, anche se abbastanza piccolo ed in allestimento. Questo museo, dovrebbe oggi essere ingrandito e ampliato con oggetti e testimonianze della nostra cultura marinara e contadina. E’ indispensabile avere di questa cultura una visione diacronica per comprendere la valenza antropologica delle tecniche tradizionali all'interno di una cultura locale nella quale sono essenziali canti, leggende, credenze, modelli comportamentali e tutti gli atteggiamenti emotivi e cognitivi che costituiscono il vero oggetto dell'antropologia. Gli oggetti e le opere esposte, trattandosi di materiali costruiti con tecniche tradizionali, dovrebbero servire a recuperare e far conoscere le nostre tradizioni culturali ed artigianali. Ciò è possibile perché è viva negli anziani Trappetesi la memoria delle tradizionali tecnologie manifatturiere connesse con il mondo della marineria. Nell’innovazione di oggi per quanto possibile si dovrebbe cercare la capacità di coniugare metodologie e tecniche del moderno restauro scientifico con il recupero degli antichi mestieri. L’allestimento museografico è in continua elaborazione, ed è il risultato del lavoro curato dal personale del museo, da studiosi e appassionati che hanno dedicato il loro tempo a questa prima realizzazione. NMR 

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