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Trappeto: primi insediamenti dal 1480 al 1999.   

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Cartina attuale del centro storico di Trappeto.

Su di un piccolo promontorio a pochi metri di distanza dal mare, ad una  quota di  circa 15 metri  s.l.m.  si estende il vecchio centro abitato di Trappeto. Questo promontorio era da sempre circondato (fino al 1954), su due lati dalle acque del torrente (Giambruno) oggi incanalato e coperto. Queste acque torrentizie, abbastanza pericolose specialmente nella stagione invernale e durante i temporali estivi, provenivano dalle contrade a monte “Valle Fondi” e “Giambruno” e alimentavano a breve distanza dal mare le antiche pile del “Pozzo Lavari” e più a monte una antica pila quasi a centro dell’attuale Via Tiziano. Durante l’espansione urbana dei primi del ‘900, l’accesso dal nuovo al vecchio centro abitato avveniva tramite due ponti esistenti uno in prossimità della Via Senafè oggi Via Agrigento, ed uno all’altra estremità vicino l’odierna Via Tiziano. Era spesso avvenuto nell’Ottocento e nei primi anni del 1900 che questo piccolo centro rimanesse isolato per alcuni giorni, a causa dello straripamento del torrente e per l’impraticabilità dei ponti e che i collegamenti con  la “Sicciara” e “Favarotta” fossero avvenuti solamente via mare. Il sistema urbanistico ottocentesco attuale, (1780 circa)  iniziò dalla trasformazione del vecchio Opificio del “Trappetum Cannamelarum” (1480) in case e magazzini ricalcando in buona parte il vecchio impianto difensivo per la protezione dalle frequenti incursioni  dei Saraceni prima, e dei  Pirati e Barbareschi poi, che scorrazzavano nei nostri mari.

Il tessuto urbano dell’attuale centro storico di Trappeto coincidente quasi per intero con l'antico centro urbano "del Trappeto" ci offre ancora oggi un labirinto di vie che sboccia in continui scorci Ottocenteschi. La lettura del tessuto urbano con le sue costruzioni  povere ma dignitose, si dipana lenta, leggibile nell’architettura dell’antica chiesetta dell’Annunziata (1680), che sorge con la sua piazzetta nel cuore del vecchio centro abitato, circondata da una architettura di casette a schiera di pescatori e contadini, una volta intonacate di bianco o di azzurrino, colori mediterranei, che dovevano servire secondo alcune credenze popolari, ad esorcizzare le malattie e tenere lontani gli insetti (zanzare responsabili della malaria). L’antico centro storico sorprende il visitatore per la sua storia secolare, palpabile nel mistero che circonda le sue origini, per il dedalo di viuzze, per le case e le strade costruite su una irregolare orografia del terreno degradante verso Sud e che formano un vero labirinto con molta probabilità creato appositamente per meglio difendersi dai continui attacchi di pirati e saraceni provenienti dal mare.

Che si tratti di un vero e proprio piccolo sistema difensivo sembra oggi evidente  dalla scoperta non casuale negli anni passati (anni '30 e '40) di un reticolo o percorso sotterraneo (e non è una novità per gli anziani di Trappeto) che passa sotto alcune vie ed abitazioni, in particolare sotto la Via Gravina ed in altre parti del vecchio centro abitato del Trappeto, infatti tutte le fondazioni delle costruzioni del centro storico poggiano sopra una stratificazione di roccia calcarenitica a strati, affiorante e ben visibile a pochi metri dal mare, pertanto non doveva essere difficile lo scavo al di sotto del primo o secondo strato dove si rileva una deposizione poco compatta di banchi di sabbia giallo-bianca molto fine, usatissima un tempo per la pulizia di stoviglie ed oggetti in rame. Dai rilievi attuali a onor del vero poco approfonditi perchè abbastanza difficili se non impossibili (crolli) sembra esserci una notevole somiglianza, pro forma e datazione con il reticolo di tunnel esistente sotto la Villa Comunale Regina Margherita di Partinico, con la differenza però che quest'ultimo è stato costruito in buona parte con blocchi di tufo squadrato del luogo, mentre quello "del Trappeto" è stato in buona parte scavato, mantenendone a tratti simile le dimensioni, la sezione geometrica ogivale in sommità e le piccole anse sulle pareti laterali, che non si capisce bene a cosa servissero se non come "passi"; una datazione abbastanza plausibile può orientativamente (in mancanza di malte e di una appropriata analisi) essere ricondotta all'epoca del Trappetum Cannamelarum e quindi attorno al 1480 circa. Del vecchio impianto "del trappeto" delle cannamele vero e proprio oggi non resta niente, perchè fu letteralmente smantellato ed i materiali da costruzione riutilizzati in parte in loco ed alcuni materiali più pregiati furono addirittura imbarcati in grosse "Speronare" con diverse destinazioni, anche se negli anni della prima guerra mondiale alcuni resti ed una grande mola circolare erano posti nell'attuale Via Belvedere, altri materiali e resti abbastanza imponenti erano visibili fino a poco tempo fa nel mare antistante lo Scaro marittimo, molto probabilmente lasciati in quel posto perchè accidentalmente caddero dalle imbarcazioni al momento dell'imbarco.

Costruttivamente le case erano realizzate quasi sovente con muri in pietrame a sacco del luogo, miste con malta di gesso ed argilla o a secco, solo negli angolari, negli stipiti e nelle spalle delle architravi si scorge ancora oggi, una pietra più pregiata e squadrata cioè il tufo delle cave di Favignana oppure un tufo meno pregiato proveniente dalle cave di  Terrasini, che i coraggiosi marinai Trappetesi portavano a Trappeto dopo lunga navigazione a bordo delle loro “Sardare” armate di vela latina di ritorno dalle isole Egadi. A onor del vero una cava molto vicina a Trappeto fu scoperta nei dintorni della Valle Fondi, anche se il tufo estratto di colore arancio intenso, venne anche utilizzato nelle costruzioni pur essendo di natura abbastanza friabile fino all'esaurimento di questo filone. Le costruzioni, case di pescatori e contadini erano composte da singole unità abitative, (case a schiera) con un piano terra spesso adibito a cucina e bottega artigianale nonchè residenza diurna ed un piano primo adibito ad alcova o zona notte. Le abitazioni poi venivano completate ed intonacate con intonaco di calce di colore bianco o azzurrino per i motivi suesposti, mentre i magazzini con all'interno le botti e le stipe per i vini esternamente venivano lasciati al grezzo, o con il tufo a faccia vista di colore giallo o delle terre naturali chiare, poche inoltre le abitazioni di una certa rilevanza architettonica o di un certo pregio. Secondo l'atlante dei beni paesistici, architettonici ed urbanistici a cura dell'Assessorato dei Beni Culturali e Ambientali e P.I. della Regione Siciliana del 1988, a Trappeto di edifici catalogati (A) nessuno, di edifici da catalogare (B) numero 13 secondo questo scarno elenco:

B) Chiese:

1 Chiesetta dell'Annunziata

B) Palazzi e case:

1 Palazzo Ciaramitaro

2 Palazzo Cunigliaro - Giannola

3 Casa Manzella sec. XIX

4 Casa D'Anna   sec. XIX

5 Casa Salvia     sec.  XIX

6 Casa Campo    sec. XIX

7 Casa Vitale      sec. XIX

8 Casa Bologna  prima metà XX sec.

9 Casa signorile sec. XIX

10 Casa signorile sec. XIX

11 Casa signorile prima metà XX sec.

B) Edifici vari:

1 Magazzini sec. XIX attigui Chiesetta dell'Annunziata.