Ippocampo

 

 

 

Marineria Trappetese:  Iniziative per la diffusione e valorizzazione della cultura del mare e  delle nostre antiche tradizioni marinare

Cavalluccio Marino o Ippocampo

Il Cavalluccio marino o "Ippocampo" è una delle tante creature marine bellissime e più ricche di fascino,  che ricorreva spesso nei sogni infantili dei nostri nonni e dei nostri padri per il suo aspetto misterioso e la sua  apparente fragilità,  tanto da essere diventato nel tempo uno dei loghi più diffusi tra coloro che si occupano di mare,  a tutti i livelli, ma soprattutto nella nostra gloriosa e antica Marineria, divenne il logo più dipinto e diffuso nelle nostre lunghe "Sardare", nei nostri gozzi e nelle nostre lance. 

I  cavallucci marini devono il nome al greco Hippos (cavallo) e kampos (mostro di mare),  per i poeti greci erano delle creature mitiche per metà cavalli e metà pesci, di cui si servivano gli dei per attraversare i mari e gli abissi. Le scene mitologiche lo rappresentano come un cavallo, con la parte inferiore di pesce o delfino. Secondo i miti greci, il carro di Poseidone era trainato da un esemplare di Ippocampo.

Secondo le "nostre" antiche tradizioni marinare Trappetesi il cavalluccio marino rappresentò l' ambivalenza sociale e la coesistenza della nostra gente,  per metà marinara e per metà dedita alla campagna,  ma soprattutto il dominio dell'uomo su un essere "eccezionalmente" mostruoso,  che veniva stupendamente dipinto sui nostri legni con redinisella e "Giummu" che stavano a significare il dominio del pescatore su una creatura marina mostruosa rendendola docile, utile e addomesticata.  Il "dinamico" simbolo venne sicuramente importato con le barche dall'antica marineria di Porticello da cui molte famiglie tradizionali marinare Trappetesi provenivano. 

Venne dipinto non solo nei "mustazzi" cioè nell'opera morta di prua, ma anche nel dritto di prua e di poppa e qualche volta perfino nel "campiuni di puppa o palummedda".

Il cavalluccio marino o ippocampo, nella realtà si tratta di un pesce (Hippocampus hippocampus) singnatiforme, stessa famiglia di cui fanno parte anche i pesci ago, dalla testa che ricorda quella di un piccolo cavallo. Dal punto di vista riproduttivo, essi presentano una caratteristica veramente singolare per cui la femmina depone le uova in una tasca ventrale del maschio, che le custodisce fino alla schiusa. I maschi girano così per i mari con il pancione, nel quale si sviluppano i piccoli, in effetti  è un pesce parecchio attivo sessualmente già tra i 6 e gli 8 mesi di vita. Le femmine dei cavallucci marini possono deporre da 5 a 1000 uova. In genere il loro corpo è compresso sui fianchi e presenta ispessimenti ossei ed appendici lungo il dorso. Presentano un muso allungato con bocca rivolta verso l'alto (da cui la specie detta "camusa") la cui apertura è molto piccola ed è tale da consentirgli una dieta alimentare estremamente selezionata. Ciò è poi ulteriormente acuito dal fatto di non avere una vera e propria dentatura, tanto che potremmo dire che "aspirano" il cibo, che consiste poi in piccoli crostacei e zooplankton.
I cavallucci sono dotati di pinne dorsali ed anali, una coda prensile, mentre la loro colorazione può variare dal nero-bruno con punti bianchi, al rosso e fino al giallo. La lunghezza può arrivare fino a 15-30 cm. Il Cavalluccio marino si muove usando come propulsore la pinna dorsale, che batte intorno a 70 volte al minuto, ma ha anche due pinne pettorali vicino alla testa che utilizza per le manovre e una coda prensile che adopera per ancorarsi al corallo, alghe o gorgonie.
Ricordiamo infine che i Cavallucci marini vivono solo in acque marine, in acque non profonde e vicino alle nostre coste (non oltre i 50-60 metri). Esistono specie di Cavallucci marini tropicali ed altre proprie delle aree temperate, cosicché nelle acque tropicali possiamo trovare l'Ippocampo kuda, mentre nelle temperate il Guttulato e l'Hippocampus hippocampus.
Liberamente tratto dal libro del Sottoscritto: "Tradizioni, racconti e leggende dell'antica terra della cannamela

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