NOTE  STORICHE SULL'AUTONOMIA DI TRAPPETO

di Benedetto Zenone - Maggio 2004*

Il territorio di Trappeto ha avuto una storia comune con quello di Balestrate sin dal 1307, quando il re Federico II d'Aragona decise di utilizzare, come riserva di caccia per la sua corte,  la parte marittima confinante con la Selva Partenia del territorio di Partinico, (per un tiro di balestra dal bagnasciuga verso l'interno, così specificava il Regio Decreto), tale territorio regio si estendeva dal fiume di San Cataldo al torrente Calatubo. In questo lembo di terra che ha un litorale di circa dieci chilometri, e un entroterra al massimo di 700-800 metri, nel tempo si svilupparono due piccoli borghi, prima il “Trappeto” (macina per la molitura della canna da zucchero) e subito dopo la “Sicciara” (luogo dove si pescano molte seppie), questi due paesini a loro volta erano delimitati da due fiumi, Trappeto aveva il suo territorio tra il fiume San Cataldo e il fiume Jato, mentre Sicciara tra il fiume Jato e il fiume Calatubo. I due borghi con R.D. del 20.03.1820 pubblicato in data 29.03.1820 furono uniti in comune autonomo con il nome di Balestrate, la sede comunale fu posta nel borgo di Sicciara.

Trappeto divenne una frazione che dipendeva amministrativamente da Balestrate, questo comportò tante umiliazioni per la laboriosa comunità Trappetese, in quanto per più di un secolo, molte delle risorse finanziarie erogate dallo stato furono investite a Balestrate, a Trappeto rimanevano le briciole. Si pensi che mentre a Balestrate nel 1954  c'erano due farmacie, fognature, fontanelle dell'acqua potabile, il medico, strade quasi tutte asfaltate, il telefono pubblico, il macello, il mercato, piazze e Palazzo Comunale, a Trappeto nulla di tutto questo, appena quattro strade asfaltate su cinquanta, il medico due ore al giorno per tre volte alla settimana. Le lotte, gli scioperi e le suppliche dei cittadini della Borgata di Trappeto per far valere i propri diritti, si erano susseguiti ripetutamente fin dai primi anni del 1900.  Nel 1921 si creò un movimento d'opinione che chiedeva l'autonomia da Balestrate, i consiglieri comunali che rappresentavano Trappeto erano i signori Alia Alfonso nato il 20.11.1856, deceduto il 05.01.1941, Bologna Vito nato il 07.01.1879, deceduto il 07.11.1953, Cavataio Giovanni nato nel 1871, deceduto il 26.11.1926 e Lucido Andrea nato nel 1860 e deceduto il 05.05.1932. Purtroppo parte della popolazione venne convinta a desistere da tale desiderio, in quanto alcuni politici, insinuarono il dubbio che l'Autonomia avrebbe portato più danni che guadagni, l'estrema miseria dei suoi abitanti, l'esiguità del territorio,  non avrebbero permesso al nuovo Comune di potersi sostenere. Accantonata l'idea dell'Autonomia, la nostra comunità ritornò a subire le solite vessazioni, e nel 1924 durante la visita dell'allora  Presidente del Consiglio Italiano, Vittorio Emanuele Orlando,  originario di Terrasini, la popolazione chiese di avere l'acqua potabile nelle proprie case, tutti i politici presenti risposero che potevano considerare la cosa fatta, perché in poco tempo l'acqua delle sorgenti della C/.da Cerasella-San Giuseppe sarebbe stata portata nelle case dei Trappetesi. Passò del tempo ma l'acqua non arrivò, la scusa fu che, le acque di quelle sorgenti non potevano essere utilizzate in quanto inquinate, questo è solo un episodio, ma nel tempo tutti questi torti contribuirono a far crescere il malumore e sentire la necessità di chiedere nuovamente l'autonomia. Dovettero passare ancora tanti anni e l'impegno di tanti uomini per arrivare a far erigere Trappeto, comune autonomo.

 Una svolta si ebbe nel 1952 quando in seno al Consiglio Comunale di Balestrate  vengono eletti consiglieri comunali per la frazione di Trappeto,  i signori Bologna Filippo (1892-1983), Leto Pasquale (1906-2001), Lo Grasso Vito (1927), e Segesta Rosario (1899-1956), questi, collaborati tra i tanti altri, dal Dr. Salvatore Vitale e dal Dr. Vito Finazzo, che erano i maggiori esponenti politici di Trappeto, cominciano, con sempre maggiore insistenza, a chiedere l'Autonomia. Finalmente il 18.06.1954 arriva la notizia  che il Presidente della Regione Siciliana On. Restivo aveva assicurato, al Dr. Salvatore Vitale, che l'elezione di Trappeto a  comune autonomo ormai era cosa fatta. La notizia in paese si sparse in un battibaleno, la popolazione si riversò nelle strade e si improvvisarono cortei di gente che sfilavano per le vie del novello comune. Per la giornata successiva (sabato) furono organizzati grandi festeggiamenti, al mattino spari di mortaretti, balconi pieni di fiori e bandiere, per le strade la banda musicale di Borgetto, ad allietare con marce trionfali la già felice popolazione. Dopo la messa solenne celebrata dal Sac. Don Angelo Donato, presero la parola gli uomini politici artefici della conquistata Autonomia. Il primo a parlare fu il Dr. Vito Finazzo, il quale pur riconoscendo che le misere risorse del territorio comunale avrebbero imposto grossi sacrifici, affermò che la grande operosità, onestà e laboriosità dei Trappetesi avrebbero portato Trappeto, in pochi anni, ad un radioso avvenire. Dopo il Dr. Finazzo prese la parola il Sig. Segesta Rosario, il quale riconoscendo i grandi meriti dei politici locali, nella conquista dell'Autonomia, passò ad elencare gli ultimi 30 anni di lotte, per affermare quello che era ormai un diritto irrinunciabile e cioè l'indipendenza da Balestrate. Memorabile resta l'esempio portato dallo stesso, a proposito della situazione e dei rapporti tra  Trappeto e Balestrate: un amministratore di Balestrate (il Dr. Saputo) aveva in più occasioni affermato che Trappeto e Balestrate dovevano stare insieme perché erano come due amici, di cui uno era zoppo e l'altro era cieco, perciò ognuno aveva bisogno dell'altro. Giusto! disse, il Sig. Segesta, Trappeto e Balestrate sono uno cieco e l'altro zoppo, solo che, Trappeto essendo cieco ha sempre creduto alle parole dell'amico zoppo, il quale da sempre ha parlato di miseria, pertanto non si poteva fare alcuna spesa per migliorare la situazione di Trappeto, ma quando il cieco ha aperto gli occhi, si è accorto, che mentre Trappeto era abbandonato a se stesso, Balestrate aveva tutto quello che gli necessitava. Dopo il Sig. Segesta, prese la parola il Dr. Salvatore Vitale, il quale descrisse la storia del nostro territorio fin dalle sue origini, rimarcando che già nel 1500, Trappeto e la sua macina della canna da zucchero erano famosi in tutto il regno, nel tempo la tradizione di essere bravi agricoltori ed eccezionali marinai si è sempre rinnovata, facendo risultare Trappeto uno dei maggiori produttori agricoli della provincia. Dopo  il Dr. Vitale prese la parola il delegato sindaco della frazione, Avv. Vito Lo Grasso, dicendo che l'Autonomia aveva un grande valore morale ed economico e sicuramente avrebbe portato in futuro grande benessere ai Trappetesi, i quali in pochi anni avrebbero realizzato sicuramente molto di più di quanto fosse stato realizzato in  130 anni di sottomissione a Balestrate.

Il 24.06.1954, Trappeto, con decreto del Presidente della Regione On. Restivo, viene dichiarato ufficialmente Comune Autonomo, per ricordare per sempre questo evento i Trappetesi dedicarono  la via principale del paese a questa data, ed un'altra strada venne chiamata "Via RINASCITA" ciò per ricordare, che quando un popolo si mette insieme, credendo fermamente in ciò che vuole, può conquistare qualunque cosa, e avviare così una "RINASCITA" che porta benessere e libertà a tutta la comunità. Nel tempo l'onestà e la laboriosità dei Trappetesi hanno reso la piccola cittadina una località rinomata non solo nel campo culinario e nella produzione di prodotti ortofrutticoli, ma anche nel settore turistico, essendo scelta come luogo di villeggiatura e riposo, ogni anno, da migliaia di forestieri.

La popolazione residente nel censimento 2001 è stata di 2.770 abitanti, mentre la popolazione residente all'estero in gran parte emigrata in Germania (Solingen) è di circa 1.300 persone.

  * tratto da "Trappeto, tra memoria e oblio"  di Benedetto Zenone