Solennità e festa in onore di  

 Maria S.S. Annunziata" a 

Trappeto per il 25 marzo

   

A Trappeto la devozione per la patrona "Maria SS. Annunziata" risale al 17º secolo. Verso la metà del 1700 esisteva già (ed esiste ancor oggi) un'antica tela processionale di Maria Santissima Annunziata collocata al centro dell'abside della chiesetta sopra l'altare. Attorno al 1680 fu edificata la chiesa dedicata a Maria SS. Annunziata. Secondo una tradizionale leggenda Trappetese, la Madonna Annunziata apparve in sogno ad un contadino del luogo che lo confidò al barone Don Pietro Miceli, primo e forse unico benefattore del feudo di Trappeto, e gli indicò il punto dove doveva sorgere la chiesa. 
Questa chiesetta, subì alcuni danneggiamenti per il terremoto del 1693, alcuni lavori di consolidamento  si effettuarono attorno al 1879, poi interventi di restauro nel 1915 e infine un rovinoso restauro alla fine degli anni 50, che la privava della pregevole volta a botte, della cripta sottostante il pavimento e il deterioramento dell'antico organo liturgico. Era antica consuetudine presso i Trappetesi che la festa liturgica di Maria Santissima Annunziata fosse preceduta da un solenne Novenario (Nuvena) di preparazione, che iniziava il 16 marzo.

La sera del giorno 24 marzo, dopo la conclusione del Novenario, (nuvena) si aveva la svelata della tela di Maria SS. Annunziata. Quindi, a partire dalle ore 23 dello stesso 24 marzo e sino alle ore 7 del giorno 25, si svolgeva la Notte dell'Annunciazione, con la comunità dei fedeli raccolta in preghiera nella Chiesetta della SS. Annunziata. La solennità dell'Annunciazione si concludeva nel tardo pomeriggio del 25 marzo con una solenne celebrazione eucaristica. Si svolgeva infine la tradizionale processione con il quadro della Madonna per le vie della borgata illuminate da luminarie (non essendoci all’epoca illuminazione pubblica). Dopo il rientro in chiesa dell'antico dipinto iniziavano i consueti giochi d’artificio. A Trappeto la Nuvena alla Vergine Annunziata risalente sicuramente alcuni decenni prima del 1883, ebbe inizio con molta probabilità attorno al 1829 /1830 con la "Deputazione dell'Annunziata"*; a quel tempo la nuvena era composta da preghiere, giaculatorie, canzoncine e allegrezze e terminava con una Ufferta. Di seguito viene riportato un antico testo in lingua siciliana di una Ufferta, così com'era probabilmente nell'antichità.

 

*Ulteriori approfondimenti:

nel libro di Domenico Tuzzo " Trappeto nuove pagine di storia" pag.23 e 24

nel libro "Tradizioni, racconti e leggende dell'antica terra della cannamela" dello scrivente.  

 

Ufferta all'Annunziata

Bedda Matri Annunziata,
l'alma mea nun è appagata
si  'nun avi tutti l'uri,
o Maria, lu to' amuri.
O chi gioia,  chi alligrizza
o chi vira cuntintizza,
L'alma afflitta perirìa
Si unn'avissi a tià, o Maria!
Lu dimoniu infirnali
Nun può fari no' cchiù mali,
picchì sèntiri nun po',
o  Maria, lu nomi to'.
Chistu amuri divi aviri
chi disidira vinìri
a gudiri 'n paradisu,
o  Maria, lu beddu visu.
Ti ni pregu, gran Signura,
tu cà  sii tutta pura,
Sempri Virgini innuccenti,
facci tu st'alma cuntenti.
Vuogghiu amarti e incontrasignu
a  grirari lu me' impignu
cu la vucca, lu cori e l'alma mia:
" Viva Gesù, Giuseppi e Maria!".

 

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