Per tutto il primo novecento le lavorazioni agricole che si svolgevano sul territorio circostante Trappeto, essendo l'economia agricola del paese basata in prevalenza sulla produzione di vino, vertevano principalmente sulla coltivazione della vite, (coltivata ad alberello e/o con supporto di canne) e sull'olivo.  Poco prima della seconda guerra mondiale, ed agli inizi degli anni 40' si incominciarono a piantumare le prime piante di pero innestate sul cotogno, e subito dopo  (stranamente) le prime piante di arancio, (ancora esistente, dopo più di 50 anni qualche raro esemplare nelle Proprietà Ciaramitaro e Russo). Tali nuove coltivazioni, dopo un timido apprezzamento  iniziale saranno presto abbandonate. La vera alternativa colturale rivoluzionaria si avrà più tardi dopo la guerra, verso la metà degli anni 40' e dopo i primi anni 50'. Si conoscevano già fin dal 1932 e 33 con l'arrivo a Trappeto del Dottor Agrario Mazzarella le prime piante di pesco C.V. cultivar di origine Californiana. Tali cultivar saranno presto impiantate a Trappeto. Si conobbero e si sperimentarono così diverse tipologie di lavorazione agraria e soprattutto si introdusse per la prima volta la coltivazione su larga scala di un tipo di pesca cultivar (Halle-Rose) precoce di eccellente qualità con polpa bianco-rosa dal gusto e profumo intenso e del limone, che avranno nel tempo enorme successo a Trappeto vista la grande richiesta dei mercati ortofrutticoli di Palermo e Trapani. Intanto, con l'evolversi delle nuove tecnologie meccaniche in agricoltura, attorno alla fine degli anni 50', si passò dalla lavorazione della terra fatta con l'aratro ad un vomere trainato da cavallo o mulo, ai primi trattori e motocoltivatori. Il primo trattore visto a Trappeto fu acquistato dal Dottor Salvatore Vitale (un Fiat cingolato) per i fratelli, poi seguirono il trattore dei Signori Russo Antonino e Sanzone Giuseppe (gommato Pasquali), che non sono certo dei latifondisti ma dei piccoli coltivatori diretti, poi un Fiat gommato fu acquistato  dal Signor Campo Santo. Ben presto tutti i coltivatori Trappetesi si adegueranno a queste innovazioni tecnologiche e colturali. La meccanizzazione ed i progressi fatti dall'agricoltura Trappetese saranno presto presi a modello dai Coltivatori diretti dei paesi limitrofi.  Forte impulso si ebbe con Danilo Doci che operò a livello culturale sulle coscienze dei coltivatori Trappetesi, le lotte per l'acqua, per la Diga dello Jato, per il lavoro e per i diritti non riconosciuti ma sanciti dalla costituzione. Questo risveglio delle coscienze portò gli agricoltori Trappetesi a non essere secondi a nessuno, almeno in quel periodo, e se pensiamo che il territorio di Trappeto è piccolissimo (oggi il più piccolo della Sicilia) allora si comprende la portata di questa innovazione sociale.  

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