• Agricoltura
   1880-1900
 
  
 
 
 
 
 

 

 

 

 • Anni  '20

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stazione

 

 

 • Anni  '30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                      Le tappe ed  i progressi  dell' agricoltura Trappetese.  

Il panorama socio economico siciliano dell'inizio ottocento era segnato da una diffusa e generale arretratezza nella conduzione delle campagne da parte della stragrande maggioranza dei proprietari terrieri e dei piccoli possidenti terrieri, cui si contrapponeva la presenza di un ristretto numero di aristocratici illuminati. Le conoscenze agronomiche, piccolo industriali e commerciali di queste persone, agirono da volano e incentivarono l'aggiornamento delle vecchie tecnologie agrarie. Dopo il 1827 nella nostra zona si distinsero prima gli Ingham seguiti da John Woodhouse ed i Florio infine il Duca D'Aumale. Costoro possedevano diversi stabilimenti enologici, magazzini ed anche estesi vigneti. Durante  tutto l'arco del 1800 l'economia agricola di Balestrate, sia nella borgata  di Sicciara che in quella di Trappeto fu basata in netta prevalenza sulla produzione di vino e sulla sua commercializzazione. Prima del 1880, allo "scaro marittimo" di  Trappeto veniva imbarcato buona parte del vino invecchiato di ottima gradazione e sapore con destinazione Palermo, Marsala ed altri porti vicini. Più tardi, anche tramite ferrovia incominciò ad essere trasferito in Francia la quasi totalità del vino novello prodotto. Il vino veniva acquistato spesso anche da commercianti di religione ebraica,  che già nei primi anni del 1900 sbarcavano allo scaro di Trappeto per l'acquisto di questo pregiato ed ottimo vino. Alla luce dei pochi vitigni antichi rimasti di varietà quasi uguali a quelli ancor oggi attualmente coltivati, tale vino lo si può oggi senza dubbio classificare come simile per qualità enogastronomiche, colore, sapore, odore ect.. al nostro (Bianco Alcamo), con la differenza che veniva allora quasi tutto spedito in Francia come pregiato vino da Taglio da aggiungere per "tagliare" i deboli vini Francesi. A tal proposito da recenti documenti inediti della Commissione Agraria siciliana dell'epoca (1872), che confermano oggi, ciò che a voce si tramandava nella vecchia "Borgata rù Trappitu"  i viticultori di Sicciara e Trappeto (Balestrate), Partinico e Terrasini, si avvalsero nei loro vigneti di eccellenti vitigni provenienti in buona parte dalla tenuta dello Zucco del Duca francese Henry d'Aumale. I vitigni autoctoni coltivati nella vicina C./da  Zucco erano 4: La cultivar Moscato Giallo, oggi quasi estinta impiantata anche a Trappeto in C./da Piano Inferno, due tipi di Cateratta anche questa molto usata a Trappeto e Sicciara, ancor oggi presente nei nostri vigneti, ma soprattutto la 'Nzolia (Insolia) impiantata un pò ovunque, oggi discretamente utilizzata nei vigneti ed infine la poco usata Vuernaccia. Altri vitigni non nostrani riscuotevano poco successo per qualità e per quantità e venivano coltivati solo a scopi ornamentali, sperimentali o di parata, ed erano presenti nei pergolati delle case della vecchia Trappeto e Sicciara.  Pertanto essendo l'economia dell'antica "Borgata rù Trappitu" da sempre basata oltre che sulla pesca tradizionale anche sulla produzione di vino, le lavorazioni agricole vertevano principalmente sulla coltivazione della vite,  (coltivata ad alberello e/o con supporto di canne) che spesso veniva impiantata in controsesto con le piante di ulivo. Le prime avvisaglie di crisi si ebbero con la filossera della vite già nel 1877 e poi purtroppo nel 1880, quando la filossera determinò un vero e proprio flagello. Da allora in poi qualche stabilimento enologico di Balestrate incominciò a chiudere. Manco a farlo apposta, la costruzione della ferrovia avvenuta nel 1881, determinò la chiusura del grande Magazzino enologico di Trappeto, in quanto risultò più conveniente spedire il vino tramite ferrovia invece che per via mare. Trappeto ebbe pochi benefici da questa nuova infrastruttura perchè pur in presenza di scalo merci mancava di una vera e propria stazione Ferroviaria. (La Stazione di Trappeto sarà realizzata solamente nel 1914 a seguito di grandi proteste dell'intera popolazione). Per tutto il primo ventennio del secolo, le lavorazioni agricole che si svolgevano sul territorio circostante Trappeto, stante la mancanza d'acqua, non potevano che riguardare la coltivazione della vite, dell'ulivo,  del mandorlo, del carrubo, del sommaco. Non mancavano a quei tempi campi coltivati a frumento ed in presenza di acqua, coltivazioni di ortaggi vari del tipo: fave, patate, pomodoro ect... Da rilevare inoltre alcune piantagioni di coltivazione del cotone e sembrerebbe strano anche qualche rara coltivazione di Tabacco. Attorno al 1919-20 si registrò una grave invasione di filossera della vite che decimò tutti i vigneti. Si introdussero allora vitigni o meglio portainnesti simili provenienti dall'America (Ruggero e 34E) che non potevano essere attaccate dalla malattia. Da registrare da quegli anni in poi, fino agli anni più recenti il buon successo del Trebbiano Toscano, ma sempre dopo i due tipi di Catarratto siciliano, seguiti a distanza dall'Insolia, l'Ansonica ed il Nero D'Avola.

Attorno al 1930 furono allestiti da parte del governo Nazionale in tutta Italia ed anche in Sicilia dei "Corsi professionali per i Contadini". Questi corsi, affidati alle Cattedre ambulanti di Agricoltura, venivano svolti da giovani insegnanti Dottori Agrari che giornalmente si recavano nei piccoli centri di campagna per l'insegnamento di tecniche agrarie e lavorazioni agricole, per dare un grande impulso al miglioramento dei sistemi colturali e alle nuove coltivazioni arboree. I giovani insegnanti chiamati Maestri Agrari, dovevano inculcare ai giovani coltivatori le principali nozioni pratiche concernenti la frutticultura e predisporre allo stesso tempo dei piccoli vivai sperimentali con l'aiuto dei più preparati coltivatori del luogo. Verso la fine del 1932-33 arrivò a Trappeto l'insegnante Dottor Mazzarella. Gli insegnamenti anche sul campo, di questa persona eccezionale procurarono e determinarono una accelerazione incredibile alla staticità delle coltivazioni ed all'economia Trappetese, i cui risultati però come spesso avviene in agricoltura, saranno visibili anni dopo, ma non  solo, cercò caparbiamente di invogliare i coltivatori Trappetesi, a far studiare i loro figli. Infatti in quel periodo, per la prima volta a Trappeto, almeno una decina di ragazzi Trappetesi iniziarono a frequentare le scuole Professionali ed il Ginnasio a Partinico. A Trappeto furono predisposti alcuni piccoli vivai sperimentali con diverse essenze arboree, uno in C./da "Puma" in un terreno di Don Nicolò Russo, un altro sotto la Stazione ferroviaria nel terreno di proprietà del Signor Nenè Ciaramitaro, sicuramente per l'abbondanza di acqua. Grazie a questo Dottore Agrario, in quegli anni si sperimentarono così nuove varietà colturali, tantissime specie per coltivazioni alternative e nuovi metodi di coltivazione.  Si conobbero e introdussero le prime piante varietali di pero e di pesco C.V. cultivar di origine Californiana. Tali cultivar saranno presto impiantate a Trappeto, ed avranno nel tempo un successo straordinario, che continuerà fino ai nostri giorni. Da alcuni appunti ritrovati in un libro di Don N. Russo del 1932, per le pere furono introdotte tantissime varietà estive tra cui: Decana di Luglio, Maddalena verde d'estate, e la pera Coscia tutte innestate su cotogno. Per le pesche si usarono le varietà precoci: Amsden, Fior di Maggio e Trionfo; per le varietà estive: la Carman, Waddel ed Halle. La Halle Rose in particolare per il nostro clima ed il terreno avrà nel tempo un successo straordinario. Si introdussero il susino che non ebbe alcun successo, alcune varietà di albicocche fra cui la Precoce Alessandrino, la Luizet e la Nancy, ed infine alcune varietà di Arancio (Brasiliano e Vaniglia) ed alcune varietà di limone. Alcuni testi e libri furono utilizzati e poi donati dai Maestri Agrari ai giovanissimi agricoltori di Trappeto in particolare il testo: "G. Boni - Norme di Frutticoltura Pratica - Casa editrice Paravia -Anno 1932"ancor oggi in possesso di alcune famiglie Trappetesi.  

 

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