1937 - 1943 Episodi e cenni di storia su Trappeto.            Foto 
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1943

 

 

Lili

Marlen

Il 1937 era iniziato sotto i migliori auspici nella borgata di Trappeto. Non si avvertivano ancora i venti di guerra, e l'abitato si era notevolmente espanso lungo gli assi di Via Vittorio Emanuele, Via Novelli oggi Via Catania, Via Longo e Via Senafè, ciò era indice di un certo  progresso economico e demografico, malgrado le notevoli carenze igienico sanitarie, urbane e strutturali del paese. Comunque erano già iniziati ed a buon punto i lavori di costruzione della Scuola Elementare posta poco fuori del centro abitato, oggi fra l'attuale Via Milano e Via Genova. Gli alunni frequentavano in massa le lezioni, nella scuola allocata nelle case di Francesco Macchiano. Una decina di ragazzini Trappetesi che avevano completato gli studi: Vito Lo Grasso, Vito Finazzo, Nino Russo, Santo Militello, Giuseppe Campo ect... prendevano giornalmente il treno per studiare al Ginnasio di  Partinico. Purtroppo incominciarono in quegli anni molte restrizioni dovuti ai tempi difficili, e a delle generali congiunture economiche sfavorevoli che porteranno al periodo cruciale di inizio guerra. I ragazzi Trappetesi dovettero infatti affrontare e superare giornalmente grosse difficoltà dovute al problema del viaggio in quanto non sempre il treno arrivava e sovente prendevano di corsa, con grande pericolo, il primo treno merci che passava, fidando spesso nella magnanimità del capotreno o del macchinista. Tutti frequentavano il Ginnasio e la scuola Tecnico- Professionale a Partinico, poco prima dello scoppio della 2° Guerra mondiale. L'edificio scolastico era allocato presso l’attuale ex convento dei Carmelitani sito nel Corso dei Mille di fronte il Teatrino. Di questi ragazzini pochi proseguirono gli studi, come il Sindaco Avvocato Vito Lo Grasso e il Dottor Vito Finazzo. Finalmente nel 1938 a Trappeto fu definita e realizzata la Scuola Elementare, e in quell'anno nei nuovi locali della scuola Elementare iniziò l'anno Scolastico 1938/39. 

1940 Inizio della guerra. La miseria e la fame nella borgata di Trappeto. Con l'inizio della guerra una ventina di giovani Trappetesi furono arruolati e partirono immediatamente. Di alcuni purtroppo ancora oggi si sa poco o niente, certo è che 11 di loro non fecero più ritorno a Trappeto. 7 giovani si salvarono in maniera rocambolesca e ritornarono a Trappeto dopo estenuanti viaggi o  lunghe prigionie. Essi furono: Giovanni Bologna, e V. Nania reduci dal Nord Africa e prigionieri in USA, ....... Amato Francesco e Tanino Pistoia, che ritornarono miracolosamente dall'inferno bianco della Russia  e poi dalla prigionia in Germania,  il maniscalco signor Salvatore Russo (Mastru Turi) che miracolosamente ritornò dalla Russia, il Signor Arturo Zenone reduce da El Alamein  e prigioniero in Egitto e Russo Salvatore prigioniero in Inghilterra .....  di altri purtroppo alla data odierna non sappiamo ancora niente.

Estate del 1942 (La retata) Un grave fatto successe nell'estate del 1942 allo Scalo marittimo di Trappeto. Il Vice Maresciallo protempore della caserma dei carabinieri, di stanza a Trappeto, si macchiò di una grave azione nei confronti dei pescatori Trappetesi, arrogandosi autorità più grandi di quanto ne avesse. Una notte con i suoi militari, senza alcun pertinente motivo, con le armi in pugno circondò le barche dei pescatori; tutti quelli che non riuscirono a scappare, furono con prepotenza arrestati e spinti nella vicina caserma dei Carabinieri, che si trovava nella soprastante Piazza Umberto I accanto alla chiesetta dell'Annunziata, dove furono sottoposti ad un vero e proprio pestaggio con calci e pugni, solo i minori non vennero toccati. Enrico Dolci Capostazione di Trappeto, saputo il fatto al ritorno da una sua breve licenza, andò a Palermo dove aveva grandi amicizie ed in pochi giorni con grande autorità fece trasferire questo Vice Maresciallo e sostituirlo con una persona di suo gradimento. Così fece arrivare e prese servizio nella Caserma dei Carabinieri di Trappeto, una persona delle sue parti, (Bolzano) che aveva sicuramente conosciuto, un tipo molto alto e longilineo di nome Santolini, detto "il Tedesco". In quegli anni di guerra, le stazioni ferroviarie di Trappeto e di Partinico subirono quasi nessun danno, eccetto per i convogli ferroviari che vi transitavano e che in qualche raro caso furono mitragliati dall'aviazione alleata. Il problema più grave nella Borgata era l'accentuarsi della miseria e della fame.      

Il CapoStazione Enrico Dolci ed il Maresciallo dei Carabinieri Santolini. Durante il periodo cruciale della guerra, la Borgata di Trappeto soffrì la fame, causa  la  mancanza di tutti i generi di prima necessità che vennero a mancare, perfino il pane divenne quasi introvabile, in particolare incominciò a scarseggiare il frumento e tutti i prodotti agricoli di prima necessità come lo zucchero, il latte, la pasta, il pane ect..... il caffè difficilissimo da trovare, come anche i medicinali vennero considerati un lusso per poche persone. Pochissime cose poi venivano scaricate alla stazione di Trappeto, inconsistenti e  assolutamente insufficienti per tutta la popolazione. In questo frangente due persone si distinsero per l'aiuto che seppero dare e per tutto quello che fecero per alleviare la miseria dilagante nella frazione di Trappeto. Uno di questi fu il Capostazione di Trappeto Signor Enrico Dolci, padre di Danilo Dolci, il quale bussò a tutte le porte dei possidenti e dei più ricchi agricoltori di Trappeto per farsi consegnare il frumento che alcuni tenevano nascosto perfino nelle botti e donarlo così alle famiglie più bisognose.  Una altra persona (molto scaltra) che si distinse fu il Maresciallo dei carabinieri Santolini, il quale con grande intuito e furbizia, quando capì che la situazione precipitava di giorno in giorno, vietò in tempo utile a tutti gli agricoltori di vendere il frumento al di fuori della Borgata di Trappeto. Avvenne spesso, in regime di coprifuoco, quando era vietato uscire in mare con le barche, che il Maresciallo Santolini assieme al Capostazione Enrico Dolci, prudentemente coprirono e  fecero uscire in mare le "Sardare" dei pescatori per la pesca, che ritornavano incredibilmente stracolme di pesce, stante il lungo fermopesca ed i coprifuochi imposti dai militari, ciò era un grande sollievo per tutta la popolazione. In un periodo così difficile della nostra storia, queste due persone, intuirono che qualsiasi aiuto piccolo o grande era importante, perchè da queste cose dipendeva la stessa sopravvivenza della gente di Trappeto, che ormai affamata e disperata era arrivata all'estremo delle forze, soprattutto in questa Borgata dove tutto cronicamente scarseggiava e mancava. 

Fine 1942: L'anno dello "scheletro" e la costruzione delle postazioni difensive o piccoli bunker nelle coste di Trappeto. 

Quando nel Dicembre del 1941 erano entrati in guerra gli Stati Uniti, un senso di impotenza, inquietudine e paura era serpeggiato nei comandi ed in ogni reparto dell'esercito Italiano. Con ritardo si capì che potevamo forse solo resistere e perciò verso la fine del 1942 ed i primi mesi del 43', furono momentaneamente requisiti tutti i muli e i cavalli a Trappeto e dintorni, che dovevano servire al  trasporto dei materiali per la costruzione dei Bunker. Si incominciarono a costruire le postazioni di difesa costiera, che poi si rivelarono dispendiose, assolutamente inutili e controproducenti. I Militari Italiani del genio, assieme ad alcuni genieri Tedeschi incominciarono le robuste costruzioni in calcestruzzo debolmente armate con tondini di acciaio. Si costruirono a ridosso della fascia costiera una trentina di piccoli Bunker, ancora oggi esistenti e dislocati dal fiume Nocella al Calatubo. I genieri Tedeschi si accorsero della nostra impreparazione ed approssimazione, quando con grande stupore si resero conto che la Strada Statale 187 che doveva collegare Palermo con Trapani segnata e tracciata sulle carte, in realtà nel territorio di Trappeto non esisteva e non era mai stata realizzata se non a tratti. Fu durante la costruzione della postazione sul promontorio dello Scaro di Trappeto, che durante gli scavi con grande sorpresa di tutti si rinvenne lo scheletro di un uomo dalle grandi dimensioni. Per mancanza di un dottore o di gente competente non fu possibile dargli una datazione plausibile. Su questo macabro ritrovamento rimase così un alone di mistero unito ad uno strano senso di inquietudine, insicurezza e paura per il futuro. 

A Trappeto i Genieri italiani erano dislocati in un locale di Via A. Vespucci, poco distante l'esercizio commerciale della Signora Zà Mummina di Gnazia per capirci, mentre il tenente medico con alcuni soldati erano allocati in Via Catania. Sia gli uni che gli altri aiutarono come potevano e con i loro pochi e scarsi mezzi la gente di Trappeto. Nell'estate del 1942 i genieri si distinsero per le opere di soccorso alla popolazione Trappetese durante lo straripamento del torrente Giambruno-Vallefondi, purtroppo ci furono delle vittime.

 Agli inizi del 1943 il Comando militare fu dislocato  nel magazzino vicino la chiesetta del Crocifisso in una posizione strategica del cozzo Giambruno. Dall'alto si potevano controllare quasi tutte le postazioni antisbarco, anche se la batteria di cannoni da 44 antisbarco fu posta sopra Balestrate in C./da "Velez", questa batteria era composta quasi sicuramente da due cannoni tedeschi di tipo "Krupp da 88/55" in dotazione alle"Flak" tedesche, disposti dentro due piccoli recinti di semplici blocchi di tufo fino all'altezza h= 1,80 circa, era una discreta batteria contraerea, adattata alla buona per la sorveglianza del golfo ed era controllata da una guarnigione Tedesca. In caso di attacco dal mare sarebbe intervenuto un treno corazzato e armato di cannoni di stazza alla stazione di Carini. Completavano gli apparati difensivi del golfo una serie di grosse mine antinave disposte da Capo Rama a Capo San Vito, (due di queste dopo la guerra si sganciarono dai loro ormeggi e andarono alla deriva a insabbiarsi nella spiaggia di Trappeto, erano di dimensioni talmente enormi, che per il loro disinnesco fu evacuata l'intera borgata del Trappeto). Nel 1943 avvennero parecchi incidenti dovuti a imperizia o impreparazione dei soldati Italiani che presidiavano i Bunker. Alcuni di questi soldati di scarso acume, provenienti dall'entroterra Siciliano e Italiano furono mandati a presidiare i dintorni di Trappeto e  Balestrate e questi bene o male fecero amicizia con la popolazione (con gli agricoltori ed i pescatori Trappetesi), uno di questi, persona molto in gamba, addirittura restò per sempre a Trappeto dove finita la guerra si sposò. Altri (molto arroganti) provenienti in buona parte dal Nord Italia furono dislocati nelle postazioni da San Cataldo alla Ciammarita; moltissimi di loro non avevano mai visto e non sapevano nulla del mare, la loro impreparazione mista ad arroganza e negligenza divenne proverbiale a Trappeto, per alcuni fatti che successero. Un giorno, come raccontato dal pescatore Signor Giuseppe Scardino, negligentemente i soldati di una postazione, malgrado forniti dei migliori cannocchiali "Galilei" (una delle poche buone attrezzature dell'esercito Italiano, ancor oggi usate con ottimi risultati nei nostri carri) arrivarono a sparare anche contro la sua barca che stava per rientrare da una battuta di pesca, solo perchè era da poco passato il coprifuoco, ma per fortuna non ci furono vittime. Altre volte il Capostazione Enrico Dolci, che veniva spesso invitato a pranzo e a cena  dal comando militare di Giambruno, essendo lui stesso considerato allora una grande Autorità, aveva mostrato le sue lagnanze per questi spiacevoli incidenti capitati nel territorio di Trappeto; una altra volta aveva preso le difese e si era  arrabbiato moltissimo  perchè dei pescatori di Trappeto erano stati malmenati dai militari. Altro fatto successe dopo una delle tante cruente battaglie navali tra forze navali inglesi ed ItaloTedesche, avvenuta nel Tirreno al largo di Ustica: i corpi di due marinai tedeschi furono raccolti sulle spiagge di Trappeto, privi di vita; ma una altra volta un povero marinaio (tedesco) naufrago, stremato dalle forze, per negligenza dei soldati delle postazioni che fecero finta di non accorgersi della sua presenza sul bagnasciuga, non fu soccorso in tempo utile, e decedette subito dopo. Furono proprio questi soldati che si macchiarono di un grave fatto sacrilego, (forse istigati dai comandanti Tedeschi) infatti spogliarono e depauperarono gli oggetti sacri della chiesetta di San Cataldo, che proprio in quel periodo aveva subito un mitragliamento da aerei Americani, e non contenti di ciò buttarono a mare la statua in legno del Santo sparandovi contro. Oggi l'unica postazione che non ha resistito alle forze della natura è visibile a tutti nel mare della Ciammarita, chissà che fine avranno fatto questi uomini? eppure molti di loro poco prima dell'8 Settembre furono aiutati nella loro fuga, ricevendo dalla Nostra popolazione abiti civili ed insperato rifugio.    

L'anno della svolta: il 1943. 

Una serie impressionante di avvenimenti avvenne in Sicilia nell'anno 1943 ed a Trappeto successero una sfilata di fatti incredibili, degni di un romanzo storico, a cominciare dalle poche notizie che arrivavano dal fronte Africano riguardanti il 92 Reggimento, di cui si ignoravano le sorti (in passato comandato dallo stesso principe Umberto di Savoia), e che era stato annientato e gli uomini fatti prigionieri dagli alleati entro il 13 di Maggio a sud di Tunisi, fra questi c'erano anche due Trappetesi. Dal mese di Giugno del 43' una  gigantografia con una scritta enorme visibile addirittura da Trappeto e da Partinico, veniva posta nella montagna di Castellammare, che inneggiava al Re e al Duce. Nei primi giorni di Luglio arrivò a Trappeto il Principe Umberto di Savoia in persona, ufficialmente in rassegna ai soldati che avevano il compito di proteggere le coste, ma come intuirono alcuni Trappetesi per vedere se sulle nostre spiagge era possibile lo sbarco degli Americani. Gli fu fatto visitare il paese, lo scaro e le spiagge ...... Accompagnato dalle Autorità civili e militari, il Principe accortosi della grande miseria della Borgata, promise solennemente lavoro e ancora lavoro. Ma come era successo poche ore prima a Balestrate, vi fu una piccola e coraggiosa contestazione da parte di alcune donne di Trappeto (che parecchi lutti avevano avuto nelle famiglie) al grido di: non vogliamo il Principe,vogliamo il Pane! Altra dura contestazione da parte del Prete protempore della chiesetta di Trappeto. Certo è che il suo disinteresse per le sorti della nostra popolazione, per le estreme e misere condizioni della Borgata, unite alla sua poca loquacità (ma forse i suoi pensieri erano altrove, a come far sopravvivere la monarchia) fecero si che, se prima del suo arrivo a Trappeto c'erano ancora parecchi Trappetesi di idee e simpatizzanti per la monarchia, ora non era rimasto quasi nessuno o ne erano rimasti veramente pochi.      

      1937 Africa Settentrionale Soldati Trappetesi      1937 Stazione di Partinico Studenti Trappetesi   1937 Stazione di Trappeto

1937 Trappetesi in Africa

La  Postazione dello Scaro